Il film che scuote il festival, sublime storia d’amore, nuda e sorprendente nella modernità “artificiale”, il capolavoro del regista di Essere John Malkovich, in Concorso
OS1 e “lei”. È un Io, è un’occasione inattesa, non è in carne ed ossa.
OS1 è il primo sistema di intelligenza artificiale che “ti capisce, ti ascolta”, risponde a chi sei, vorresti essere, potresti diventare. Se la voce nel computer diventasse qualcosa in più di un insieme lineare e dotto di input e feedback confortante, “su misura”? Se prendesse internamente forma, evolvendo insieme a te? L’amore ai tempi delle applicazioni virtuali. Molto di più. Spike Jonze tesse il suo incantesimo perfetto sul festival, con il suo capolavoro totalizzante. Her (USA 2013, in Concorso al Festival).
Un film che “è” innamoramento. Nella confusione fertile delle connessioni reciproche. In una Los Angeles geometrica, camp, fatta di spigoli soffici in cui rinchiudersi, la modernità confortevole inscatola i rapporti. Lo stesso film implica tecnicamente la separazione inestricabile tra i protagonisti mentre agisce una riflessione simultanea sull’amore e sulle relazioni edificate nelle mente prima che nell’abbraccio dei corpi. Sulla complessità del confronto individuale con la vita, sulla comunicazione intercettata da distrazioni virtuali e non, sull’invasione/invasività dell’interazione tecnologica (intesa come additivo e protesi extra corporea), sulla verità dell’artificio, della tecnologia come della fiction cinematografica. Un film che è assenza e insieme presenza. Come ha detto Joaquin Phoenix in conferenza stampa, non servono “fottuti aggettivi”.
Theodore (Phoenix ormai asceso ad nuovo sé, nell’empireo degli attori extra terreni) sta divorziando, dopo aver perso l’opportunità di aprirsi pienamente con la donna che con lui ha affrontato ogni tappa della vita fino alla giovinezza matura. Theodore lavora per Belleletterescritteamano.it, un’azienda internazionale, scrive lettere su commissione dettandole al computer dell’ufficio. Si sente imprigionato in una solitudine di ovatta e lamiera, nonostante i molti “contatti” e amici della porta accanto. Finché, come tanti, non compra un OS1. Un sistema operativo da pc. E la voce nel programma diventa qualcosa in più di un insieme lineare e dotto di input e feedback confortante, “su misura”. La voce (delicata e fibrillante Johansonn) diventa nome, Samantha, e identità brillante, intuitiva, acuta. Prende internamente forma, evolvendo insieme a Theodore. Dall’amicizia all’amore (quasi) fisico. Samantha si porrà domande, costruendo un io sempre più curioso e performativo, testando una gamma emozionale al confine tra realtà umana e l’immenso ipotetico cosmo di circuiti e algoritmi che la stringe eppure, progressivamente, arricchisce e libera. Come potranno restare “insieme”?
Mentre Samantha si nutre ingorda e deliziosamente intensa, sensuale, tenera, tenace, del fidanzamento ibrido con Theodore, entrambi viaggiano verso un orizzonte di consapevolezza e di desiderio, di “volontà”, prima inconcepibile. Problematici e sinceri sino alla purezza desolante e immaginifica del proprio affetto. Samantha e Theodore mangeranno, sogneranno, faranno sesso e spartiranno frammenti di una realtà-specchio, in cui la molteplicità dell’io festeggia, si contorce, si parla.
Jonze si interroga con dolore sottile e con sconcertante humour sugli abissi delle relazioni (oltre) umane nell’era dei videogame interattivi e delle app sostitutive, dimostrando le mancanze e le potenzialità meravigliose, destabilizzanti, della nostra piccola tremante vita.
TITOLO E CAST
Her
Di Spike Jonze
Scritto e diretto da Spike Jonze
Con Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Scarlett Johansson
Scenografie K.K.Barrett
Montatori Jeff Buchanan, Eric Zumbrunnen
Direttore della fotografia Hoyte Van Hoteyma
Musiche Arcade Fire
Prodotto da Megan Ellison, Spike Jonze, Vincent Landay
Produttori esecutivi Daniel Lupi, Natalie Farrey, Chelsea Barnard
Una produzione Annapurna Pictures
Presentato da Warner Bros. Pictures
Usa 2013
109’
di Sarah Panatta