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Lo zoo di vetro di Tennesse Williams

La pièce decisiva del celebre autore portata in scena dalle regia cinematografica di Salvatore Chiosi, alla Casa delle Culture di Roma

Fine anni trenta, nel sud povero e meticcio degli USA. Un uomo in fuga dal vento stagnante del suo destino racconta frammenti indimenticati della sua esistenza e del suo passato. La sua storia, la solitudine “diversa” di sua sorella e il potere illusorio e iperprotettivo si sua madre, si ricompongono come in un puzzle multiforme, tra i gorghi della fantasia e la scarna realtà. Nel centenario della sua nascita, “Scripta Volant” presenta al pubblico italiano lo spettacolo che rese famoso Tennessee Williams (Columbus, 26 marzo 1911 – New York, 25 febbraio 1983). Lo zoo di vetro, tradotto da Gerardo Guerrieri e diretto con estro cinematografico da Salvatore Chiosi, va in scena alla Casa delle Culture di Roma, dal 16 novembre al 4 dicembre. Un’opera che seziona con elegante ferocia il dramma familiare, l’abbandono sociale, le ansie di riscatto dei deboli e le pulsioni intime di una femminilità repressa. Una pièce “di memoria”, così definita dallo stesso autore americano, in cui malta impalpabile e infida sono i ricordi, che nascondono l’emotività rabbiosa, i sentimenti sepolti e le contraddizioni sedimentate di una famiglia moderna e strappata. I Wingfield sono un trio malconcio che sopravvive in una casa popolare di Saint Louis. Madre sola, Amanda, donna forte, tenace e possessiva, è tarlata dalle ristrettezze economiche e riecheggia frustrata la gioventù e il corteggiamento dei ricchi giovanotti del Blue Mountain. Il figlio Tom, impiegato in un calzaturificio, è un ragazzo insoddisfatto e bramoso di una vita piena, mutevole, fuori dal ghetto della fame operaia. Un’anima irrequieta, che si sfoga bevendo e scrivendo poesie di nascosto, mantenendo con la sua modesta paga tutta la famiglia e rifugiandosi sera dopo sera al “cinematografo” per vivere, almeno nelle realtà altrui. L’insostenibile monotonia dei giorni di Tom è costellata dalle continue liti con Amanda, che ne ostacola e critica la condotta. Tom è consolato soltanto dall’amore per la sorella Laura. Leggermente claudicante a causa di una malattia infantile, la giovane si è timidamente auto reclusa in un mondo fittizio, fatto di vecchi dischi e di un piccolo zoo di animaletti di vetro lasciatole dal padre prima di abbandonare la casa. Costretta da un disagio interiore disabilitante a trincerarsi nella sua trasparente prigione, Laura deve anche scontrarsi con la cocente delusione di un appuntamento storto. Quando Tom porta a cena un amico già fidanzato, di cui Laura era segretamente da sempre innamorata, la ragazza reagisce con contegno e si richiude nella sua malinconica dimensione. La situazione collassa e l’ennesimo litigio tra Tom e la madre lo spinge ad una decisione drastica, che lo allontana, proprio come il padre tanto tempo prima, anche dalla dolce Laura. Una tragedia classica e dolorosa che affonda nelle turbe psichiche contemporanee e denuncia un’alienazione sociale in cui il singolo, antieroe ramingo, cerca di porre rimedio. Un imperdibile Tennesse Williams interpretato con acuta sensibilità, che incrina il “vetro” dello zoo umano.

TITOLO E CAST

Lo zoo di vetro

Di Tennessee Williams

traduzione di Gerardo Guerrieri

con Elisabetta De Palo, Danilo Celli, Valentina Marziali, Giulio Cristini

Scena e Costumi Stefano Cioncolini

Musiche Pericle Odierna

Regia Salvatore Chiosi

Presentato per gentile concessione della “University of the South, Sewanee, Tennesee

LUOGO E INFORMAZIONI

Casa delle Culture

Via san Crisogono 45 – Roma

Teatro tel. 06/58333253

www.casadelleculture.net casadelleculture@interfree.it

Dal 16 novembre al 4 dicembre

Orario spettacoli: dal martedì al sabato h. 21.30, domenica h. 18.00, lunedì riposo

Biglietto: intero €15,00, ridotto €12,00, studenti €8,00, tessera €1,00

di Sarah Panatta