Al teatro Sala Umberto fino al 16 febbraio
Sono passati oltre 40 anni da quando Michael Frayn, allora sconosciuto, esordì a Londra con la pièce teatrale “Due di noi”, ma l’attualità delle storie di coppia che ha messo in scena è rimasta intatta fino ad oggi.
Lunetta Savino ed Emilio Solfrizzi, sotto la regia di Leo Muscato, sono i protagonisti di tre paradossali storie matrimoniali sul palcoscenico della Sala Umberto di Roma fino al 16 febbraio.
Tre atti unici raccontano dinamiche, passioni, amicizie, gaffe, momenti d’oro e di crisi tra passato e presente della vita di coppia.
Lo spettacolo si apre in una stanza d’albergo a Venezia, dove il festeggiamento di un anniversario di matrimonio si traduce nella vita di tutti i giorni e ha da sfondo le crisi di una madre apprensiva e il pianto incessante del pargolo.
Nel secondo episodio la Savino interpreta una moglie che, abbandonata al vizio dell’alcol, recita un monologo per sfogare la frustrazione della noia matrimoniale e l’ossessione delle idiosincrasie di un Solfrizzi frigido e indifferente.
Ma il vero protagonista del terzo ed ultimo atto è l’equivoco che, al limite del surreale, rende la scena movimentata e l’atmosfera frizzante: due coniugi si ritrovano a dover gestire una cena con invitati “scomodi”, spunto per ironizzare sulle dinamiche di coppia e di comitiva.
Seppur i primi due episodi non reggano il ritmo incalzante del terzo, Savino e Solfrizzi danno vita, con rapidi travestimenti e brillanti interpretazioni, a personaggi sfaccettati che divertono a suon di gaffe e fanno riflettere sui meccanismi della vita coniugale e sugli equilibri e squilibri che li governano senza, però, pretendere di suggerire magiche vie d’uscita.
di Valeria Fornarelli