Dopo quattordici anni di assenza il
Gran Kabuki di Tokyo ritorna in scena nella Capitale, con tutte le suggestioni delle interpretazioni lente e precise, dei costumi sontuosi e dei canti evocativi, che questa tradizione millenaria porta con sé. Lo spettacolo è interpretato dal giovane
Ebizo Ichikawa XI, discendente della famosa dinastia Ichikawa, che dal XVIII secolo è custode dell’arte del Kabuki. Ebizo interpreterà due ruoli differenti, nella prima parte dello spettacolo sarà Tadanobu, servitore del guerriero Yoshitsune, mentre nel secondo atto vestirà i panni di una volpe dai poteri soprannaturali. Insieme al protagonista sul palco oltre quaranta attori, che interpreteranno gli altri personaggi di
Yoshitune e i mille ciliegi. La storia, narrata in tre atti, è di stampo tradizionale e racconta le avventure del popolare guerriero Minamoto Yoshitsune. Nel primo atto
Tori i Mae (di fronte al Tori) Yoshitsune esce sconfitto da una battaglia e mentre prepara la fuga dalla città ordina alla sua concubina Shizuka Gozen di tornare nella Capitale e le fa dono di un tamburo “Hatsune”, tesoro della corte imperiale. Il secondo atto
Yoshino yama (Il monte Yoshino) è ambientato in montagna. Yoshitsune ha deciso di dirigersi sul monte Yoshino e Shizuka decide di raggiungerlo insieme al servitore Tadanobu. I due si recano sui monti avvolti da boschi di ciliegi in piena fioritura, pensando al momento in cui incontreranno il guerriero. Nel terzo atto
Kawatsura hogen yakata (La dimora di Kawatsura hogen) Tanadobu giunge alla dimora del monaco Kawatsura Hogen, dove si nasconde Yoshitsune. Il servo vede arrivare Shikuza insieme a un sosia, ma costui non è altro che il cucciolo di volpe a cui era stato uccisa la madre per ricavarne la pelle con cui è rivestito il tamburo “Hatsune”. Il volpacchiotto dai poteri magici, per restare vicino alla madre morta, aveva assunto le sembianze di un guerriero. Poetico e suggestivo,
Yoshitune e i mille ciliegi è sicuramente da vedere, se non per la trama, che potrebbe sembrare scontata ma è incentrata su narrazioni tipiche del teatro orientale, per la particolarità dello spettacolo, recitato con una tecnica che mette insieme costumi magnifici, trucchi vistosi, fermezza e precisione delle pose, canto e musica. Un’esperienza unica e rara di
Kabuki, dove il pubblico potrà anche ascoltare lo
Shamisen, strumento tradizionale giapponese. Durante la rappresentazione è prevista la traduzione in lingua italiana, con auricolare. Lo spettacolo è patrocinato dal
Ministero degli Affari Esteri, dal
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal
Comune di Roma, dall’
Ambasciata del Giappone in Italia, dall’
Istituto Giapponese di Cultura in Roma e dalla
Fondazione Italia Giappone e sovvenzionato dall’
Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone. In arrivo dalla tournee londinese l’attore
Shibajaku Nakamura sarà ospite il 17 giugno alle ore 18.30 presso l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma, per una conferenza sulle tecniche teatrali del Kabuki. Allo straordinario evento si accompagna una mostra di kimono (dal 12 giugno ex Chiesa di Santa Marta al Collegio Romano) organizzata dalla Compagnia Teatrale Shochiku con la collaborazione della Fondazione Italia Giappone.
il Grand Kabuki di Tokyo con Ebizo Ichikawa XI
in
Yoshitsune e i mille ciliegi
21 – 22 giugno ore 20:00 Teatro Argentina, largo Argentina 1 – Roma
Prezzi biglietti: da 20 a 80 euro, info biglietteria Teatro Argentina 06.68.4000.311 (ore 10-14/15-20 domenica riposo)
Ufficio promozione Teatro di Roma: tel. 06.68.4000.346 – www.teatrodiroma.net
di Valeria Ponte