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Dive da spogliarello: Bettie Page

Bettie_Page_1_Burlesque_SpecialeStoria dell’icona incontrastata del Burlesque

Occhi blu, capelli corvini e curve mozzafiato: Bettie Page è il personaggio che ha meglio incarnato, dagli anni ’50 ad oggi, la “pin-up beauty” per eccellenza entrando in maniera permanente nell’immaginario collettivo.

Fantasia erotica per generazioni di uomini, ma fonte d’ispirazione per moltissime donne (che hanno sempre osservato la sua bellezza con sguardo ammirato) la modella e attrice statunitense è considerata, ad oggi, un punto di riferimento per il mondo Burlesque. In realtà, Bettie Page non si è mai avvicinata a questo tipo di spettacolo anche se, gli scatti che la vedono protagonista e le esibizioni cariche di erotismo presenti nei suoi film, giustificano questo accostamento. Nata a Nashville nel 1923, Bettie Page venne affidata, dopo il divorzio dei genitori, ad un istituto, nella quale rimase quasi per un anno. Sono in pochi a sapere che, l’attrice, era anche un’ottima studentessa e che si laureò in Arte nel 1943. La passione per il mondo del cinema arrivò soltanto più tardi quando, dopo aver trascorso un periodo ad Haiti, si spostò a New York. Dopo alcune apparizioni in commedie minori nel 1956, Bettie riuscì a sfondare come modella: fu l’incontro con Jerry Tibbs a farle capire il potenziale delle sue foto per la distribuzione commerciale. E fu sempre lui, a suggerirle di adottare il sexy look che le diede la fama: la frangetta. Inizialmente le sue foto non vennero pubblicate, per questioni di censura, ma presto l’attrice e modella americana finì sulle copertine delle riviste per soli uomini. La sua bellezza attirò l’attenzione del “padre” di Playboy, Hugh Hefner, che non solo la selezionò come Playmate del Mese, ma che le dedicò la pagina centrale in occasione del biennale della rivista nel 1955. Nonostante abbia posato nuda per molti, Bettie non fu mai protagonista di scene dai contenuti sessuali espliciti e quando il regista Howard Hughes le propose di ripensarci, lei declinò l’offerta. Presto lasciò l’attività di modella e, i motivi addotti dai media riguardo a questa scelta, sono i più diversi: dal matrimonio con Armand Walterson nel 1958 (anno in cui la Page si convertì al Cristianesimo) all'”Audizione Kefauver” che mise fine all’attività di Irving Klaw (un giro di foto a tema Sadomaso, che venivano inviate per posta). Nonostante la fine della sua carriera, l’immagine dell’attrice, tornò in auge dalla fine degli anni ’70: la casa editrice Eros Publishing Co., pubblicò un libro di foto d’epoca intitolato, A Nostalgic Look at Bettie Page e, all’inizio degli anni ’80, il disegnatore Dave Stevens diede le sue fattezze alla compagna dell’eroe Cliff Secord, protagonista dei suoi fumetti. L’ultimo decennio ha visto un vero e proprio “boom” dell’icona Bettie, grazie alla propaganda di modelle e artiste del Burlesque che a lei s’ispirano: da Bernie Dexter a Dita Von Teese. Scomparsa l’11 Dicembre 2008 a Los Angeles, dopo una lunga malattia, questo recente revival ha fatto in modo che Bettie Page non venisse mai dimenticata: il suo sorriso innocente, la l’aria da ragazza simpatica e capricciosa e il suo sguardo conturbante, sono già storia.


di Lucia Gerbino

 

{denvideo http://www.youtube.com/watch?v=jEAI6UGQYSs 290 260}

 

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Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine