O come quella, ben più tetra, di una biondina dal viso appena troppo paffuto, che scambia l’amore con la vendetta. E di sua madre, che nella maniacale ossessione per la pulizia, nasconde il ribrezzo per la vita. Certe storie iniziano così, e finiscono peggio.
Qui siamo nel paese del cioccolato, a Novi Ligure, dove tutte le case si assomigliano. E dove ogni angolo profuma di gianduia. Peccato che la biondina dal viso appena troppo paffuto queste cose non le senta neppure. Lei si fa vedere in giro sul motorino di un ragazzo che chiamano il
Pooh, ed è vittima, ella stessa, di un altro sacrosanto inganno. Il potere al posto dell’amore. Il ragazzino ci sta. Lui che è cresciuto in periferia e che delle villette a schiera della “città bene” conosce solo l’odore. Soave presagio di una vita diversa. Ecco perché alla biondina non dice mai di no. Nemmeno quando questa gli chiede di compiere un massacro. E poi di mentire. Alla polizia, al padre di lei, ai vicini. Questo la biondina lo sa fare, meglio di lui. Ha imparato dalla buon’anima della madre. Povera donna, chissà che penserebbe ora che nella sua casa dalle tende inamidate regna il più sovrano disordine? Forse nasconderebbe la polvere sotto il tappeto, e lascerebbe alla morte l’ultima parola. E chissà che penserebbe il fratellino piccolo? Che nel viso appena troppo paffuto della sorella ha scorto un’ombra di crudeltà che non conosceva prima. La rabbia al posto della tenerezza.
Equivoci che spaccano in due la realtà angusta della provincia italiana. Sempre troppo pulita, troppo perfetta e silenziosa per essere vera. Ce la racconta così
Rosetta Loy, nel libro “
Cuori Infranti” (Nottetempo, 2010). E stupisce quanto dolore si nasconda dietro i volti inermi delle vittime, ma anche dei loro carnefici. Uomini e donne, complici servitori di una normalità che non perdona. Come Olindo e Rosa. Che nell’antica cascina dalle persiane verdi intravedono un sogno che si realizza. Loro due, una casa con i pavimenti lustri e un camper parcheggiato fuori. E nient’altro. Tanto basta. Peccato che al piano di sopra ci sia Azouz, arabo dalla pelle d’ebano, e sua moglie Raffaella. E il piccolo Youssef, che non smette mai di fare baccano. E allora il castello di sabbia s’infrange contro il mare d’(E)rba della provincia assennata, e il rumore dei giochi è coperto da quello delle coltellate. Una dopo l’altra. Inferte alla madre, al figlio, alla madre di lei, alla vicina accorsa in aiuto, al marito di quest’ultima. Che si salva, per miracolo. E poi il fuoco, che cancella ogni traccia. Mentre Olindo e Rosa consumano un panino, e ripuliscono le briciole. Non sanno ancora che a tradirli sarà un equivoco. Una parola di troppo, che rompe il silenzio, e che le cimici, messe lì dai carabinieri, percepiscono appena: “
Ora sì che si dorme bene. Senti che pace …”. Storie di un’Italia che scambia l’orrore con la purezza.
Titolo: “Cuori infranti”
Autore: Rosetta Loy
Editore: Nottetempo
Collana: Gransassi
Anno: 2010
Prezzo: 7,00
di Michela Carrara