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Neven. Una storia da Sarajevo

nevenL’indomani della guerra raccontato dal maestro del graphic journalism Joe Sacco

Ci sono ferite che bruciano ancora nel cuore malandato della nostra vecchia Europa.

Il conflitto serbo-bosniaco, che tanto sangue ha versato sull’altra sponda dell’Adriatico, è una di queste. Impossibile, e sbagliato, dimenticare le urla delle vittime, le facce degli sfollati, le parole vane dei negoziati. Impossibile diluire i ricordi con l’immagine di un paese ricostruito, dove gli italiani hanno ricominciato ad andare in vacanza. Per questo rileggere Joe Sacco, quando dei Balcani si parla solo per citare festosi e sgarrupati musicisti, è quasi un male necessario. Uno di quei dolori che si affrontano per catarsi, forse per lavare i sensi di colpa di una società senza memoria, tanto superficiale quanto profonda è la sua storia.

Dopo il capolavoro Gorazde. Area Protetta,  il maestro del graphic journalism torna a raccontarci i drammi della ex Jugoslavia in Neven. Una storia da Sarajevo, appena ristampato da Mondadori. Le bombe tacciono da qualche anno nella capitale della Bosnia-Erzegovina. Tra i colpevoli, qualcuno ha già pagato i crimini contro l’umanità di cui si è macchiato, (molti) altri si sono reinventati da persone normali. Tra le vittime, i sopravvissuti ricostruiscono case e dignità, provando a dimenticare l’orrore di uno dei conflitti più bestiali che la storia abbia conosciuto. Sacco piomba in una città che non vuole parlare. Nessuno racconta più, nessuno vuole rivivere la tragedia. L’unica speranza per un giornalista assetato di storie è Neven, un ex militare non allineato, serbo-musulmano prestato alla causa della Bosnia, deciso a guadagnare bene dai suoi ricordi. In bische improvvisate, sale da biliardo, o a passeggio per le strade di una città distrutta in cui impazza la musica Eurobeat, Neven vomita sul taccuino del fumettista tutta la sua verità sul conflitto. Ex soldato dell’Esercito del Popolo Jugoslavo addestrato come cecchino, ex delinquente in giro per mezza Europa a regolare i conti di altri, per Neven la guerra è una manna. Viene assoldato nelle milizie più o meno irregolari che dovrebbero difendere Sarajevo dalla pulizia etnica. Spara, combatte, uccide, mangia e beve regolarmente in tempi di carestia, ha donne e rispetto, e soprattutto sa. Sa degli accordi ambigui tra i paramilitari e i governi, conosce la storia dei comandanti in capo che stanno insanguinando la terra jugoslava con il beneplacito della Nato, ha ascoltato i racconti più intimi di chi ha vissuto sulla sua pelle le atrocità del conflitto. Neven viene dalla prima linea, e la prima linea restituisce a Joe Sacco, in cambio di marchi che si trasformano in una impagabile cronaca a fumetti.

Con il caratteristico segno, maniacale nella resa dei dettagli, l’autore ricostruisce la storia di un uomo che porta addosso le ambiguità, le contraddizioni e i lutti della guerra di Bosnia. La sua matita regala istantanee che ritraggono l’anima ferita di Sarajevo e dei suoi abitanti. Le facce dei suoi protagonisti sono testimonianze in carne e ossa della disumanità a cui può portare il nazionalismo estremo e irrazionale. Un graphic novel imperdibile. Per ricordare, per capire e per guardare negli occhi la storia e la verità. «Lo sai qual è l’unico animale che uccide per piacere?», chiede Neven all’autore, e poi si risponde: «La creatura chiamata Homo Sapiens». Già.

Joe Sacco
Neven. Una storia da Sarajevo
Mondadori
112 pagine, 12 euro

di Flavia Vadrucci

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine