Diario di un garibaldino repubblicano e federalista
In occasione del 150° anniversario della Spedizione del Mille, torna in libreria un classico della letteratura garibaldina, “La camicia rossa” di Alberto Mario edito da Mursia.
Pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1865, ristampato decine di volte, “La camicia Rossa” è un documento in presa diretta della spedizione dal quale affiorano illusioni e disillusioni di un garibaldino repubblicano e federalista quale era Mario. Al momento dei fatti, Mario ha toccato i trentacinque anni e da oltre una decade è esiliato dalla nativa Lendinara. Nel 1848, studente in Legge a Padova, si è compromesso con i manifestanti anti-Vienna. Ricercato dalle autorità austriache anche in quanto disertore dall’imperial-regio esercito, durante il biennio rivoluzionario conosce Mazzini e Garibaldi e, a sconfitta avvenuta, ripara a Genova dove matura opinioni radicali. Nel ’59 è a Milano ma anche in Svizzera. È accanto a Mazzini, ma anche a Garibaldi. Nel frattempo stringe un rapporto piuttosto ravvicinato con Carlo Cattaneo, esule nel Canton Ticino. Diviso fra le varie sfumature del filone rivoluzionario, è tenuto lontano dalle piazze che scottano, cioè Genova, dagli sbirri piemontesi che ne temono l’influenza negativa sul Generale. Mario, che ha sposato l’inglese Jessie White, l’unica donna della spedizione, riesce a unirsi alla spedizione siciliana guidata da Giacomo Medici e raggiunge Garibaldi in una Palermo festante oltre ogni immaginazione. Pur alle prese con gli impegni della campagna militare, Mario resta una personalità politicamente avvertita che non nasconde, in ogni occasione propizia, il suo credo repubblicano e federalista. Quando si descrive dice di appartenere “al gran partito nazionale, che vuole l’Italia una da Trento a Palermo e aspira all’unità sulle ali della libertà”. Le divergenze con il più conciliante, nei fatti filo-monarchico, Garibaldi non gli impediscono tuttavia di far parte della sua cerchia ristretta.La camicia rossa testimonia, dunque, un travaglio politico, accanto alla rivelazione di un universo sconosciuto e radicalmente altro rispetto a quello, del profondo Nord, a cui era abituato Mario.
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Alberto Mario
“La camicia rossa”
Mursia
pp. 222
€ 17,00
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di Rosa Maria Geraci