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Enrico Valenzi: “Ogni nostro incontro è un evento”

Enrico_Valenzi
Intervista a uno dei fondatori della Scuola di scrittura creativa Omero
Enrico Valenzi è direttore editoriale della rivista on line “O”, e, insieme con Paolo Restuccia, è cofondatore della Scuola di scrittura creativa Omero, la prima scuola di scrittura creativa in Italia, e dell’omonima casa editrice.

Nata nel 1988 e riconosciuta dall’Unesco, la Scuola Omero fin dall’inizio ha collaborato con tantissimi dei maggiori scrittori italiani e con le università italiane e americane. Sul sito internet è spiegato chiaramente che i corsi “omerici” sono indirizzati a chi vuole imparare a scrivere, non solo racconti o romanzi, ma anche a chi vuole comporre testi per radio, tv e cinema, a chi desidera fare il giornalista e a chi ha l’intenzione di lavorare con l’editoria, oppure, semplicemente, a chi vuole solo  imparare a scrivere in maniera più professionale o consapevole. Abbiamo intervistato Enrico per saperne di più su di lui e sulla Scuola.

Come è nata l’idea della Scuola Omero?
La Scuola Omero nasce da una passione forte, condivisa con un gruppo di persone, per la narrativa nelle sue diverse forme: racconto, immagini, musica…

Ha individuato delle differenze fra coloro che, nel corso degli anni, hanno frequentato i corsi della Scuola?
Nei primi anni gli studenti erano incuriositi dall’aspetto creativo della Scuola, ma già dopo i primi tre anni l’attenzione si è spostata principalmente sulle basi e sul perfezionamento della scrittura, con un approccio più consapevole e concreto ai corsi.

Cos’è il riconoscimento dell’Unesco di cui si legge sul sito della Scuola?
Si tratta di un bollino che riconosce la Scuola Omero come prima scuola di scrittura creativa in Italia.

Cos’ha la Scuola Omero che la concorrenza, come ad esempio la Scuola Holden, non ha?
La differenza con la Holden sta nell’organizzazione: la Holden richiede un impegno quotidiano, a discapito di altri impegni, lavorativi o di studio. Noi riteniamo invece che sia necessario poter fare contemporaneamente più attività. Inoltre, ogni singolo nostro incontro mira a essere un evento.

Ha incontrato, negli anni, dei momenti difficili in cui ha pensato di porre fine all’avventura omericidella Scuola? Se sì, in quale fase?
Sicuramente ci sono stati passaggi difficili. La concorrenza è forte ma i due momenti di crisi hanno coinciso il primo con l’arrivo di internet, opportunità che abbiamo colto al volo evitando così la possibilità di fallimento – l’editoria cartacea è costosa! -, e il secondo con un momento didattico critico fino al 1998-’99: quell’anno, Paolo ed io, insoddisfatti per i risultati ottenuti, oltre a disegnare la linea editoriale, abbiamo assunto anche il ruolo di insegnanti, con esiti fortunatamente più che positivi. 

Ha mai provato, nella sua carriera di insegnante, la sensazione di aver scoperto un talento della narrativa o del giornalismo?
È una sensazione che ho provato tante volte, e in quei casi ho lavorato per portare i migliori allievi al successo.

Quali possibilità vede per l’editoria attuale?
L’editoria cartacea è ormai uno spreco di soldi e di carta, il futuro appartiene sicuramente al web.

Spostiamoci sul personale… qual è il suo corso preferito?
Fra tutti, il corso che sento più “mio” è sicuramente quello di narrativa, in cui entro in tutti i ruoli: la mia partecipazione, anche emotiva, lì è completa.

Un esperto di libri come lei non può non rivelarci il suo autore e il suo libro preferiti…
Senz’altro Kafka. I racconti. La metamorfosi in particolare.

Ha sempre voluto fare l’editore?
Sì, l’ho sempre desiderato, ma non ci sono arrivato subito e in modo diretto. Dopo i primi anni in cui ho collaborato con Radio3, e prima di fondare la Scuola, ho lavorato per sei anni in una vetreria…

di Chiara Carnabuci

Svevo Ruggeri
Svevo Ruggeri
Direttore, Editore e Proprietario di Eclipse Magazine