Come è nata l’idea della Scuola Omero?
La Scuola Omero nasce da una passione forte, condivisa con un gruppo di persone, per la narrativa nelle sue diverse forme: racconto, immagini, musica…
Cos’è il riconoscimento dell’Unesco di cui si legge sul sito della Scuola?
Si tratta di un bollino che riconosce la Scuola Omero come prima scuola di scrittura creativa in Italia.
Cos’ha la Scuola Omero che la concorrenza, come ad esempio la Scuola Holden, non ha?
La differenza con la Holden sta nell’organizzazione: la Holden richiede un impegno quotidiano, a discapito di altri impegni, lavorativi o di studio. Noi riteniamo invece che sia necessario poter fare contemporaneamente più attività. Inoltre, ogni singolo nostro incontro mira a essere un evento.
Ha incontrato, negli anni, dei momenti difficili in cui ha pensato di porre fine all’avventura della Scuola? Se sì, in quale fase?
Sicuramente ci sono stati passaggi difficili. La concorrenza è forte ma i due momenti di crisi hanno coinciso il primo con l’arrivo di internet, opportunità che abbiamo colto al volo evitando così la possibilità di fallimento – l’editoria cartacea è costosa! -, e il secondo con un momento didattico critico fino al 1998-’99: quell’anno, Paolo ed io, insoddisfatti per i risultati ottenuti, oltre a disegnare la linea editoriale, abbiamo assunto anche il ruolo di insegnanti, con esiti fortunatamente più che positivi.
Ha mai provato, nella sua carriera di insegnante, la sensazione di aver scoperto un talento della narrativa o del giornalismo?
È una sensazione che ho provato tante volte, e in quei casi ho lavorato per portare i migliori allievi al successo.
Quali possibilità vede per l’editoria attuale?
L’editoria cartacea è ormai uno spreco di soldi e di carta, il futuro appartiene sicuramente al web.
Spostiamoci sul personale… qual è il suo corso preferito?
Fra tutti, il corso che sento più “mio” è sicuramente quello di narrativa, in cui entro in tutti i ruoli: la mia partecipazione, anche emotiva, lì è completa.
Ha sempre voluto fare l’editore?
Sì, l’ho sempre desiderato, ma non ci sono arrivato subito e in modo diretto. Dopo i primi anni in cui ho collaborato con Radio3, e prima di fondare la Scuola, ho lavorato per sei anni in una vetreria…
di Chiara Carnabuci