Grande ospite alla presentazione del film Gina Lollobrigida, tra le muse stellari dello stilista
La bellezza eterea o prorompente di decine di ninfe della celluloide e della mondanità fu spesso “cucita” da mani insuperabili. Votato ai frammenti e ai lustrini di un genio anticipatore e mondano l’evento speciale “Schuberth – L’Atelier della dolce vita”, un documentario per le regia di Antonello Sarno (Futura / Cinecittà Luce / Medusa Film / Agnus Dei, Italia 2011, 37’), in esclusiva oggi al Roma Fiction Fest. Un appuntamento imperdibile per chi adora l’alta sartoria, chi ammira l’eleganza ineguagliata delle dive dell’epoca d’oro, per le/i fashion victim, per gli appassionati della moda come arte e centro propulsivo di cultura estetica, che vestiva e innervava la “bella” società. Schubert fu antesignano degli stilisti “moderni”, non uomini ombra, ghost couturier dietro le quinte, bensì mentori, santoni, guide vezzose, folli, estroverse di una certa way of life, creature vive e insieme patinate quanto i loro facoltosi e celebri clienti. Prese parte alla storica sfilata di Palazzo Pitti a Firenze nel 1951, diventando uno dei protagonisti della nascente moda italiana. Nel 1953 concorre a fondare insieme ad altri grandi nomi (tra cui le sorelle Fontana, Alberto Fabiani, Vincenzo Ferdinandi, Giovannelli-Sciarra, Mingolini-Heim, Garnet, Simonetta). Fuori dagli schemi si fece strada nei frizzanti ’60 per la sua firma alternativa e spettacolare. Maestro di Valentino, vestì regine e attrici dell’Olimpo internazionale. Da Sophia Loren a Gina Lollobrigida, da Soraya a Martine Carole. Antonello Sarno lo racconta attraverso decine d’interviste e un fiume elegantemente confezionato di immagini d’epoca. Saranno presenti in sala Gina Lollobrigida e lo stesso Antonello Sarno, per rivivere il sogno con il pubblico.
di Sarah Panatta