Potrebbe essere il caso di Duncan Jones, al secolo Duncan Zowie Haywood Jones, figlio di un certo David Robert Jones ai più noto col nome di David Bowie. Ebbene sì, il figlio della grande star inglese ha portato sul grande schermo la sua prima creatura,
Moon, un film interessante, autoprodotto, accolto con un certo entusiasmo dal
Sundance Film Festival e con un cast composto dal solo Sam Rockwell.
Moon ci porta sulla Luna, in un futuro in cui l’energia, sempre più insufficiente a soddisfare l’umanità, si preleva dal calore rilasciato dal Sole sul suolo lunare. A lavorare nelle centrali di raccoglimento è Sam Bell accompagnato dal robot Gerty. Pochi giorni prima del ritorno sulla terra, dopo un triennio passato sulla Luna, Sam ha un incidente. Al rientro nella base, una sorpresa lo attende: un Sam del tutto identico a lui e con i suoi stessi ricordi ha preso il suo posto.
Il film procede alla ricerca dei possibili ulteriori cloni, mentre lentamente si arriva a conoscere la verità sull’esistenza dei due Sam. Nessuna vendetta all’ultimo sangue o inseguimenti mozzafiato. Sam Rockwell interpreta due personaggi più inclini alla fuga che alla rivalsa, più concentrati sul recupero di un’identità che sulla lotta per recuperarla. Pochi gli effetti speciali computerizzati a cui siamo, ormai, abituati, moltissimi, invece, i modellini, i fondali e i movimenti meccanici che tanto sanno della prima trilogia di
Star Wars. La storia, ideata e scritta da Jones, vive certamente dei tanti richiami a film come
2001 Odissea nello Spazio o
Alien, di cui Jones è stato un forte estimatore. e questo citazionismo è ancor più sottolineato sia dagli strumenti “artigianali” utilizzati, sia dalla scelta di far recitare un solo attore in dialogo con il robot Gerty. La sceneggiatura, malgrado gli innumerevoli silenzi, è costellata di segni, sonori o visivi, che riempiono e scoprono i segreti di questa storia. Jones non si sbilancia in inquadrature manieristiche, ma anzi lascia molti piani sequenza, campi medi, ad incorniciare il suo presepe lunare.
Moon è un’ottima opera prima realizzata in soli 33 giorni grazie a un budget di soli 5 milioni di dollari con cui non tutti avrebbero saputo realizzare un film di così buon livello.
di Roberto Pagliarulo