pornplacevr

Foxcatcher, una vita per lo sport a costo della vita stessa

pornplaybb.com siteripdownload.com 1siterip.com
Tornano i Blur con “Go Out”
Marzo 2, 2015
Donne Donnine Donnacce
Marzo 3, 2015
Show all

Foxcatcher, una vita per lo sport a costo della vita stessa

Foxcatcher

Foxcatcher

Dal regista di Truman Capote, un film delicato e sorprendente sulla lotta come allegoria dell’esistenza

Quando devi raccontare una storia vera, la plausibilità è fondamentale. Lo sa bene Bennett Miller, che per Foxcatcher si è avvalso, probabilmente, di uno dei cast meglio assortiti della storia del cinema recente. Le vicende del Team Foxcatcher sono ben note ai grandi estimatori della lotta libera e del wrestling in senso stretto, meno – forse – ai semplici simpatizzanti. Quel che è certo è che nel cast ci sarebbe stato un insolito Steve Carell e che la sua interpretazione avrebbe potuto lasciare gli spettatori senza parole.

Prima di Foxcatcher, non era difficile pensare che il miglior attore degli Oscars 2015 fosse davvero Eddie Redmayne. Ad oggi, tocca ricredersi: il premio come miglior attore lo meritava senz’altro Steve Carell. Non è solo una questione di trucco, ma di attitudine. Sì, perché il lavoro dell’attore su un personaggio prevede una serie di step imprescindibili, grazie ai quali un uomo può raggiungere, sul palco come davanti a una telecamera, un certo livello di credibilità. In Foxcatcher, la credibilità è totale, l’immedesimazione incredibilmente efficace: John Du Pont (Steve Carell, appunto) è un ragazzino viziato che dalla vita ha avuto agi e ricchezze ma ha dovuto rinunciare completamente all’amore e agli affetti sinceri; Mark Schultz (interpretato da Channing Tatum) si muove come un bambino impacciato e insicuro che è alla disperata ricerca di attenzioni; Dave Schultz (Mark Ruffalo), invece, è il suo alter ego, una figura paterna che Mark avrebbe sempre voluto, ma che rifiuta inconsciamente per gelosia e senso d’inferiorità.

Fedelmente alla struttura narrativa tradizionale, in Foxcatcher si evincono tre ruoli ben precisi:

  • l’eroe (Mark Schultz);

  • l’antieroe (John Du Pont), che si contrappone all’eroe e cerca di impedirgli il raggiungimento dell’obiettivo finale;

  • il mentore (Dave), l’assistente dell’eroe, il suo aiutante principale, la sua spalla.

Se nella narrazione classica l’eroe è il protagonista e grazie al mentore “sconfigge” l’antieroe, in Foxcatcher la situazione si ribalta. L’antieroe è il vero protagonista del film ed è lui che in primo luogo chiede aiuto al mentore per distruggere l’eroe. Quello che sottovaluta, però, è il legame famigliare, che a lui è pressoché sconosciuto, e che il rapporto tra mentore ed eroe è così forte e viscerale che nulla potranno i suoi soldi e la sua fama al confronto.

Su un piano di lettura più superficiale, Foxcatcher è la storia (vera) di un ex lottatore, John Du Pont, appartenente ad una delle famiglie più facoltose del mondo, che decide di autoproclamarsi mentore del gruppo di lottatori più forte degli Stati Uniti d’America. Appassionato di caccia e birdwatching, Du Pont è il ritratto del cacciatore modello: paziente, maniacale, silenzioso, meticoloso, osserva le sue prede con attenzione e sa benissimo quando è il momento giusto per attaccarle. La sua instabilità mentale, tuttavia, lo porterà – sul finale – ad agire di impulso e a commettere il più grande errore della sua vita.

Su un piano più profondo, invece, Foxcatcher è un film che parla anche di dinamiche relazionali e familiari, e lo fa con una delicatezza e un’eleganza che tolgono il fiato, che spezzano il cuore. John Du Pont vive un rapporto conflittuale con sua madre, una donna aristocratica con la passione per i cavalli che – guarda caso – non vede di buon occhio la passione del figlio per la lotta. A nulla valgono i suoi tentativi di compiacerla: quello che sua madre vedrà in lui sarà sempre l’inesorabile caduta di un uomo facoltoso verso il baratro della nullità. Dall’altro lato, invece, c’è Mark Schultz, che vive nell’ombra del successo di suo fratello Dave. Più popolare di lui, probabilmente anche più bravo, Dave è riuscito ad avere successo – seppur nel piccolo – anche nella vita privata, riuscendo a riscattarsi dal passato e mettendo su famiglia con una moglie bellissima e due splendidi bambini. Insicuro, impacciato e alla disperata ricerca di una dignità, Mark si aggira nel buio con terrore in cerca di uno spiraglio di salvezza: purtroppo, ad aspettarlo, troverà Du Pont.

Tantissimi i silenzi, in questo film, pochissime (ma efficaci) le musiche di sottofondo: è un film inspiegabilmente lento, all’apparenza, questo Foxcatcher, ma basta veramente poco per accorgersi che quella lentezza è più che funzionale alla narrazione, al punto che ne diventa essa stessa protagonista. Foxcatcher non è semplicemente un film sulla lotta (non in senso stretto, almeno), ma scava più in profondità nell’animo umano, mettendo a nudo drammi, paure, insicurezze e mancanze in un mondo, all’apparenza, perfetto e invincibile.

di Luna Saracino