Gli appassionati del genere non possono assolutamente perdersi la nuova uscita (19 febbraio 2010) del disco di questo artista che viene dal Senegal, con tutta la sua carica di sole ed energia, unita ad una grande componente spirituale.
Il titolo, “
One day inna Babylon”, richiama inequivocabilmente il messaggio di Marley (gli appassionati ricorderanno certamente la sua “
Babylon System”): al sound leggero e solare, infatti, Sooley coniuga l’impegno sociale, lanciando messaggi su democrazia e fratellanza, come per esempio in
Sen System.
A differenza di Marley, che era giamaicano, Sun Sooley è nato a Dakar ed è appunto considerato uno dei maggiori artisti-rivelazione africani: in un primo tempo si è dedicato al genere
hip-hop divenendone ben presto il precursore africano, insieme alla sua band
P. Froiss, per poi trovare il successo con il pezzo “
Il sole” in dialetto wolof, col gruppo
Jant Bi, ed infine cimentandosi nel duetto con
Baba Maal nel pezzo “
Soukanayo”, all’interno dell’album
Siratikal Mustaqim (2003)
In quest’ultimo lavoro, “
One day in a Babylon”, autoprodotto e distribuito da Jahmekya, Sooley si è avvalso della collaborazione di due esponenti veterani del raggae italiano,
Lorenzo e
Fabrizio Catinella, membri del gruppo
Ganjamama, alla chitarra e al basso.
Al disco hanno inoltre collaborato anche due giovani “matricole” che si stanno affacciando nel mondo della musica raggae:
Marco Bazzi, alla batteria e
Riccardo Di Paola, alle tastiere.
La voce di Sun Sooley, rigorosamente ed inequivocabilmente black, all’occorrenza è venata da grinta e forte personalità, ma le caratteristiche che distinguono questo artista dal resto della massa sono la bellezza dei testi e l’eleganza naturale ed innata che emerge dal suo canto, che porta il pubblico a sentirsi accanto a lui.
La musica e le parole di questo artista sono a volte leggere, a volte inneggiano all’unità ed alla fratellanza universale, sulla scia di “
Exodus”, sempre di Bob Marley, che con ogni evidenza è il mentore di Sooley.
Un disco da ascoltare ed assaporare, con il sole tra le note, nel ritmo, ma anche con un messaggio da cogliere ed interiorizzare.
di Michela Ferraro