Nati alle porte dell’Ottocento, gli spettacoli Burlesque avevano come unico scopo quello di prendersi gioco dei nobili e dei ricchi magnate (da qui il termine francese “burlesque”, ovvero “burla, inezia”), realizzando divertenti parodie musicali interpretate da giovani e avvenenti fanciulle spesso in abiti succinti. Nonostante nascessero a ridosso dell’avanspettacolo, questi coloratissimi spettacoli raggiunsero, in poco tempo un successo indescrivibile, collezionando sold out teatrali in tutti gli Stati Uniti così come in Gran Bretagna (lì dove il Burlesque mosse i suoi primi passi). Tanto erotismo, dunque, moltissima ironia, ma mai alcuna forma di pornografia: ogni streaptease, ogni balletto ammiccante, ogni veste succinta era assolutamente funzionale allo spettacolo. Perché le ballerine di burlesque erano donne di un certo spessore. E di un certo livello. Donne come Mae West, che pur di mettere in scena spettacoli taglienti come lame e piccanti come peperoncini era pronta a tutto, perfino alla galera (basti pensare ai guai giudiziari ottenuti con la messinscena del suo Sex) – sua, infatti, la celeberrima frase “Cos’hai in tasca, una pistola o sei semplicemente felice di vedermi?”.
Relegato per anni a spettacolo di “serie B”, al punto da finire per un certo periodo nel dimenticatoio, il Burlesque è ritornato prepotentemente in auge nel XXI secolo, grazie a dive, attrici, cantanti, starlette e nuove leve dello spettacolo contemporaneo, affermandosi in pochissimo tempo come fenomeno culturale a tutti gli effetti e ponendosi come nuova, nuovissima frontiera della moda contemporanea. E poiché Burlesque vuol dire musica, ecco che il cinema ha deciso di sfornare negli anni numerosi musical dal tono spiccatamente burlesque, tanto nelle scenografie quanto soprattutto nello spirito. Musical come Can Can, del 1960, interpretato da Shirley McLane e Frank Sinatra, che raccontava la nascita dell’omonimo ballo eccentrico e succinto (ma caratterizzato, anch’esso, da una forte ironia) che tanto riuscì ad imporsi nella Fancia della Belle Epoque (e, quindi, in contemporanea quasi con il burlesque americano e inglese). Oppure musical come il più recente The Rocky Horror Picture Show, forse una delle più maestose e incredibili opere d’arte della storia del cinema, della televisione e del teatro stesso, che nel 1973 raccontava di un “master of ceremony” travestito (interpretato dal miglior Tim Curry possibile) e squisitamente burlesque alle prese con una servitù decisamente fuori dagli schemi (tra cui spicca una giovane e deliziosa Susan Sarandon) e con uno stile eccentrico e da avanspettacolo (oltre che terribilmente horror!). Ma anche, perché no, film come i più recenti Moulin Rouge e Chicago, che nel 2001 e nel 2002 imposero al grande pubblico il grande ritorno del burlesque al cinema, mettendo in scena, nel caso di Moulin Rouge, uno spettacolo di luci, emozioni e colori ispirato al can can e alla scuola francese di avanspettacolo (seppur con uno stile ben più vicino al burlesque inglese e americano), e in quello di Chicago, una pungente storia noir che parla di omicidi, tradimenti e amori perduti (il tutto condito con una sana ironia in sottofondo in pieno stile dark cabaret).
L’11 febbraio, invece, uscirà sugli schermi italiani Burlesque, il nuovo film di Steven Antin con Cher e Christina Aguilera che, siamo certi, trasformerà le sale cinematografiche in locali da avanspettacolo e gli spettatori in pubblico da cabaret, se non addirittura in potenziale corpo di ballo burlesque (perché sarà davvero difficile rimanere incollati sulla sedia per tutta la durata del film!). Incredibile come Steven Antin sia riuscito a rimanere fedele al significato più puro del termine “burlesque”, confezionando un prodotto mai volgare, sempre ammiccante e allo stesso tempo puro, sincero, divertente, com’è puro, sincero e divertente il vero spirito burlesque.
Ispirato ad un altro grandissimo film musicale, Cabaret di Bob Fosse del 1966, con una splendida Liza Minelli tra gli attori protagonisti, Burlesque racconta una favola moderna strizzando l’occhio ai grandi classici del passato, avvalendosi di un cast artistico da capogiro (nomi come Cher, Christina Aguilera, Cam Gigandet e Stanley Tucci dovrebbero bastarvi!).
Di Luna Saracino
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